mercoledì 6 luglio 2011

Piacevolmente Insieme...

Affrontare l'argomento dell'anzianità nella società del nostro tempo, che privilegia la produzione, il consumo, l'efficienza, il successo, induce a fare una riflessione sulle condizioni di vita in cui viene a trovarsi la persona che, alle soglie della vecchiaia, è costretta a fare un bilancio della propria esistenza, spesso segnata da una perdita importante, dal distacco dai figli che si sono fatti la propria famiglia, dal sentirsi in qualche modo emarginata, priva di quel supporto psicologico per affrontare una solitudine che diviene spesso motivo di insicurezza e di isolamento. Il problema coinvolge, anche nel nostro territorio molte persone, che dopo aver dedicato i loro anni migliori alla famiglia, si sentono spesso inutili, senza quelle motivazioni gratificanti che diano senso alla vita. Eppure un anziano è ancora capace di dare, di far valere la propria esperienza, di esser parte attiva occupandosi dei nipoti, con abnegazione e dinamismo insospettabili. Ed è proprio a queste persone che faccio riferimento, allorquando mi è capitato di prender parte ad un incontro della Caritas “San Giuseppe Moscati” dove, settimanalmente, si riuniscono una buona quindicina di persone anziane che non esiterei a definire “diversamente giovani”, tanto è l'entusiasmo che anima i loro incontri, la voglia di raccontarsi e di trovare insieme fiducia e comprensione per procedere serenamente il loro cammino. Coordina questo gruppo Enza Arcuri, con l’aiuto di altre volontarie che uniscono alla loro disponibilità, quella carica di umana simpatia che rende piacevole, istruttivo e divertente lo stare insieme per qualche ora. La preghiera ha ovviamente il primo posto, la recita del Santo Rosario, la lettura di qualche brano evangelico e perchè no, anche qualche racconto o poesia in vernacolo, cosa che suscita ilarità, interesse e dà spazio all'affiorare di ricordi personali di ognuna delle partecipanti. L'atmosfera che si respira in questi incontri è di grande serenità, pregano alternandosi, sgranando con le loro mani sciupate dalle tante fatiche il rosario, i visi segnati da qualche pensiero che la preghiera rende meno triste. Poi il gruppo si anima: c'è sempre qualcosa da festeggiare, un compleanno, una festività importante, un evento particolarmente gioioso ed allora, presto fatto, vien stesa una bella tovaglia e appaiono per incanto dolci, torte ciambelle, lo spumante per le grandi occasioni. E' un modo per stare assieme per sconfiggere la paura del tempo che scorre inesorabilmente, per acquistare fiducia nell'amicizia, nello scambio di pensieri, di informazioni sulla salute, sull'opportunità di affrontare o meno un intervento, una riabilitazione in palestra, insomma tutto si riduce nel provare ancora il piacere della compagnia. Una di queste amiche è venuta un giorno, accompagnata dalla sua badante, una bella ragazza marocchina, Amina il suo nome. Anche lei, in rispettoso silenzio ha assistito alla recita del Rosario, poi, essendo prossimo l'avvicinarsi del periodo pasquale, le è stato chiesto di parlare delle usanze del suo paese. Di buon grado ha preso parte alla discussione dimostrando che è possibile e auspicabile la convivenza con persone di diversi usi, costumi e religiosità. Per ultimo, l'organizzazione degli incontri prevede una serata in pizzeria, una gita in un luogo santo, come ad esempio Il Santuario della Madonna, voluto da Natuzza Evolo, la mistica di Paravati., dove le amiche si sono recate in pellegrinaggio a conclusione dell'Anno Sociale. Il mio augurio è che questa bella iniziativa della Caritas a favore degli anziani, possa progredire al meglio ed essere fonte di accoglienza premurosa e solidale nella pratica di quell'amore che gratuitamente abbiamo avuto e che gratuitamente, in nome di Colui che guida i nostri passi, cerchiamo di donare.    
                                        Thea Mazzanti

1 commento:

  1. sfogliando l'album dei ricordi, a ritroso negli anni, è bello constatare quanto sia preziosa la gratuità del servizio che il nostro volontariato offre alla comunità...ci basta sapere che l'essere servi inutili ci avvicina ad un progetto più ampio di solidarietà e condivisione di un cammino non sempre agevole. Grazie amiche a tutte voi per quello che fate e che continuerete a fare.

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